Lo stile distintivo e l’eleganza senza tempo di Michino Paris


Raffinatezza francese, sensibilità giapponese: lo stile Michino Paris
Ogni Maison ha il proprio stile, il proprio linguaggio.
Per Yasu, la cui sensibilità giapponese si unisce al saper fare e alla cultura acquisiti in Francia, la domanda è come questi due universi si incontrino per plasmare l’estetica unica di Michino Paris.
«In Francia, culla dell’alta moda, la moda è percepita come una vera forma d’arte.
Esiste una profonda comprensione della materia (della sua natura, della sua storia) e una ricerca costante del modo in cui possa diventare un’opera da indossare.
Questo approccio artistico alla bellezza è, secondo me, uno degli aspetti più affascinanti della moda francese.»
«Al contrario, la moda giapponese, pur essendo anch’essa profondamente artistica, pone maggiormente l’accento sulla funzionalità e sulla bellezza pratica.
Questo riflette una visione ancestrale propria del Giappone: quella della bellezza nell’utilità, un’estetica che continua a influenzare il nostro modo di concepire, di creare e di vivere ancora oggi.»

Forte della sua identità giapponese e di diversi anni di esperienza presso le più grandi maison di moda francesi, Yasu ha plasmato Michino Paris come una marca che unisce con equilibrio l’arte francese e la sensibilità giapponese.
«A differenza dell’abbigliamento, una borsa o un accessorio in pelle deve rispondere a un’esigenza di funzionalità più forte.
La vera singolarità di Michino Paris risiede nella nostra capacità di bilanciare l’espressione artistica francese con la bellezza funzionale giapponese, trovando un’armonia tra eleganza e utilità.»
Che cos’è l’“eleganza” per Yasu?
Se l’unione tra arte francese ed estetica giapponese definisce lo stile esteriore di Michino Paris, l’essenza interiore della marca si trova nella ricerca dell’eleganza.
Ma che cosa significa davvero questa parola per Yasu?
«L’eleganza, per me, non è qualcosa di puramente superficiale.
Non si riduce né a ciò che si indossa, né al proprio aspetto.
È anche un modo di pensare, di comportarsi, di vivere.
Una persona può essere vestita con gusto, in uno stile che in termini di moda definiremmo elegante, ma la vera eleganza va ben oltre.»
Per illustrare il suo pensiero, Yasu fa un esempio semplice:
Immagina di ricevere un consiglio da una persona la cui opinione è completamente diversa dalla tua.
Puoi annuire educatamente per evitare il conflitto, oppure arroccarti sulle tue posizioni senza ascoltare.
In entrambi i casi, spiega, non c’è una vera apertura verso l’altro.
La risposta elegante, invece, si trova altrove.
«Consiste prima di tutto nell’accogliere sinceramente il punto di vista dell’altro, per poi decidere se risuona o meno con il tuo.
Abbandonando le idee preconcette e restando aperti a ciò che è diverso, a volte si scoprono prospettive nuove.
Ma, allo stesso tempo, l’eleganza consiste anche nel non lasciarsi influenzare eccessivamente, nel restare ancorati al proprio modo di pensare.»
«Qualunque sia l’influenza esterna, bisogna sapersi mettere nei panni dell’altro restando fedeli al proprio asse interiore.
Questa capacità di rimanere naturali, empatici e pacati: ecco, secondo me, la vera eleganza.»

Allora, come raggiungere questo stato d’animo?
«Penso che sia essenziale mantenere sempre due prospettive: quella dello zoom in avanti e quella dello zoom all’indietro.»
«Siamo continuamente esposti a ogni sorta di influenza esterna.
Per esempio, un tassista scortese, o qualcuno che rifiuta senza riguardo un consiglio benevolo o un regalo premuroso.
Se ci concentriamo solo sul momento presente, se “zoomiamo” sulla scena, le nostre emozioni si lasciano facilmente trascinare dal comportamento degli altri.
Ma se facciamo un passo indietro, se osserviamo la situazione con un po’ di distanza, qualche ora o qualche giorno dopo, queste emozioni effimere perdono la loro presa.»
Poter alternare liberamente questi due sguardi (avvicinarsi per ascoltare la propria voce interiore, poi allontanarsi per osservare con serenità): ecco ciò che Yasu chiama uno stato d’animo elegante.

I tre pilastri della vera eleganza
Per Yasu, incarnare l’eleganza non è solo una questione di stile o di comportamento: è un equilibrio interiore, nutrito da tre elementi inseparabili: la curiosità, l’analisi e la serenità.
«Il primo è la curiosità.
È la capacità di restare aperti al mondo, di osservare con sensibilità, di interrogarsi, di cercare di migliorarsi.
Le persone animate dalla curiosità vivono naturalmente vite più ricche e più appaganti.»

«Il secondo elemento è la capacità di analisi.
Ma questo significa che bisogna adottare tutto ciò che risveglia la nostra curiosità? Indossare ogni capo di tendenza o fare propri tutti i codici delle grandi Maison che ammiriamo?
Non credo. Questo, a mio avviso, si allontana dalla vera eleganza.
Una persona elegante è curiosa, certo, ma anche lucida. Si prende il tempo di osservare, di riflettere.
E soprattutto possiede il sapere necessario per analizzare: una comprensione del contesto, dei materiali, della storia.
È ciò che le permette di scegliere, con intenzione, cosa integrare e cosa scartare.
Quando incontro qualcuno che unisce questa curiosità a una riflessione sottile, vi vedo una forma di eleganza rara.»
«Infine, il terzo elemento è la serenità.
Le persone curiose e analitiche hanno spesso una grande energia interiore: un desiderio costante di imparare, di elevarsi, di progredire.
È una bella qualità, ma l’ambizione da sola non basta a incarnare l’eleganza.
Le persone davvero eleganti sanno anche essere in pace con il proprio presente, pur conservando la voglia di andare oltre.
Poiché riflettono profondamente, trovano la gioia in ciò che vivono oggi, preservando al tempo stesso una curiosità infantile, un’apertura alle scoperte e alle sfide.
È questa armonia tra ambizione e tranquillità, questa fame dolce, a conferire al loro atteggiamento una grazia naturale.
Per me, è qui che risiede l’essenza stessa dell’eleganza.»
Coltivando queste tre qualità (la curiosità, l’analisi e la serenità) si avanza naturalmente verso un modo di essere davvero elegante.
Come si esprime questa idea di eleganza nelle creazioni Michino Paris?
L’eleganza, al tempo stesso filosofia intima e principio creativo, è il filo conduttore di Michino Paris.
Ma come traduce Yasu questa idea personale nel suo lavoro?
L’arte di essere naturali
«Quando creo i pezzi di pelletteria Michino, in particolare le nostre borse iconiche, tengo sempre a mente un principio: restare naturali.
Come ho accennato prima, l’eleganza consiste nell’accogliere influenze diverse restando fedeli a se stessi.
Questa naturalezza, questa disinvoltura senza sforzo, è un valore essenziale ai miei occhi.»
«Come designer, sono naturalmente attratto dalle costruzioni complesse o dai design audaci: possono essere affascinanti.
Ma a volte sento che un pezzo si “forza”, che va contro la materia.
Per me, una borsa Michino non deve mai lottare contro la sua pelle.
Non scendo a compromessi su ciò che conta davvero, ma lascio sempre che la pelle si esprima liberamente.
È una bellezza calcolata, che però conserva un’impressione di leggerezza: una creazione che respira grazia.»

Curiosità · Analisi · Serenità
Per Yasu, i tre pilastri della curiosità, dell’analisi e della serenità, che definiscono uno spirito davvero elegante, si riflettono profondamente nella creazione delle borse Michino Paris.
«Da Michino, le nostre creazioni poggiano su fondamenta classiche e senza tempo, ma non perdiamo mai la curiosità di comprendere i desideri contemporanei delle nostre clienti.
Questa curiosità si traduce nei minimi dettagli: la texture della pelle, la lunghezza dei manici, le variazioni di colore, tutte sottigliezze che dialogano con lo spirito del tempo.»
«Quanto all’analisi, ogni borsa Michino racconta una storia.
Prendi per esempio il nostro verde ispirato ai giardini di Giverny: una sfumatura nata da un episodio della storia dell’arte.
Osserviamo, studiamo e interpretiamo i temi provenienti dalla storia, dalla cultura e dall’arte, per tradurli nelle nostre creazioni con un’autenticità fedele allo spirito della Maison.»
«E infine c’è la serenità.
Da Michino, la nostra filosofia è aiutare ciascuno a evolvere verso uno stato più armonioso, più raffinato.
Tutti aspiriamo a possedere cose belle, oggetti di qualità, ma l’eleganza non risiede nell’accumulo di beni di lusso.
Anche se potessimo permetterci i pezzi più prestigiosi delle grandi Maison, questo non basterebbe a incarnare l’eleganza.»
«Michino esiste per dire: realizziamo questa aspirazione, ma con grazia.
Creiamo pezzi che eguagliano i grandi marchi per qualità e saper fare, pur restando accessibili: raffinati, senza tempo e posizionati con onestà.»
«Grazie agli anni trascorsi nelle grandi Maison, ho acquisito una conoscenza profonda dei materiali e ho stretto legami duraturi con artigiani d’eccezione e laboratori straordinari.
Queste collaborazioni ci permettono di creare pezzi di qualità autentica, che condividiamo con chi apprezza la bellezza e la giusta misura.
Offrire l’eccellenza, con semplicità e sincerità: anche questa è eleganza.»
Lo stile e la vera essenza dell’eleganza secondo Michino Paris
In questo capitolo abbiamo esplorato il legame profondo tra lo stile Michino Paris e il suo concetto fondante: l’eleganza.
Definita da una bellezza raffinata e da una funzionalità essenziale, l’estetica Michino non poteva che nascere dalla visione di Yasu, che unisce con finezza l’arte francese e la sensibilità giapponese.
L’eleganza che attraversa la Maison è, in realtà, il riflesso della filosofia personale di Yasu, plasmata dal suo percorso, dalla sua cultura e dal suo modo di stare al mondo.
Nel prossimo capitolo passeremo dall’idea alla materia, per scoprire gli artigiani, i laboratori e il saper fare che danno vita alle creazioni Michino Paris, e intravedere la visione futura della Maison.
Testo e intervista: Asami Fujii

Scritto da
Yasu Michino
Designer e fondatore di Michino Paris. Dopo dieci anni a disegnare pelletteria per grandi maison parigine, fonda Michino nel 2014: l’eleganza francese, la semplicità giapponese.



