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Un cambio di prospettiva: perché oggi il lusso moderno ci sembra diverso

Un changement de perspective : pourquoi le luxe moderne nous semble différent aujourd’hui

Se sei arrivata o arrivato fin qui, sospetto che abbiamo qualcosa in comune: un guardaroba che racconta una lunga storia d’amore con la moda. Probabilmente possiedi già le «icone». Hai vissuto quei momenti in cui si rincorre la borsa più desiderata della stagione (ci siamo passati tutti), ma ultimamente quell’entusiasmo sembra quasi appartenere a un’altra vita. Ami ancora le cose belle, ma ora cerchi qualcosa che parli un’altra lingua.

Il mio percorso riflette profondamente la nostra epoca. Man mano che la mia carriera si evolveva, anch’io sono «salito di livello». Ricordo l’orgoglio provato con la mia prima borsa «status»: la sensazione che simboleggiasse una promozione o un traguardo conquistato con fatica. E resto orgoglioso/a di quella versione di me stesso; quei marchi rappresentavano allora le mie ambizioni.

Ma oggi, superati i quarant’anni, sento che la mia definizione di lusso sta cambiando. A volte mi chiedo: è solo l’effetto dell’età, o il mondo comincia finalmente a stancarsi del rumore intorno alle «it-bag»? Quella borsa che un tempo sognavo presso questa o quella maison mi sembra all’improvviso… un po’ troppo vistosa. Un po’ meno me.

Ormai mi interessano molto di più le mie esigenze che le tendenze del momento. Mi pongo domande più oneste: quanto voglio davvero spendere per un bell’oggetto? Tra tutti questi colori, quali avrò ancora voglia di vedere nel mio ingresso tra cinque anni?

Dopo anni passati ad acquistare pezzi indossati una volta sola (un errore che abbiamo commesso tutti), ho finalmente acquisito la sicurezza necessaria per diventare esigente. Per me oggi tutto si riduce a tre criteri semplici e molto personali:

La prova del materiale: ho smesso di guardare il logo e ho cominciato a guardare la pelle. Mi piace questo aspetto quasi «di studio»: imparare a riconoscere la qualità di una pelle al tatto e capire d’istinto quando è eccezionale. È una soddisfazione discreta che non ha bisogno di un’etichetta per dimostrare il proprio valore.

La prova del peso: appena prendo in mano una borsa, il mio corpo lo sa. Se è troppo pesante, è finita. Non importa quanto sia magnifica: se diventa un fardello da portare, finirà in fondo all’armadio. La vita va troppo veloce per le borse pesanti.

La prova del design: ho capito che, per amare un oggetto per tutta la vita, non deve essere «sovra-disegnato». La complessità invecchia; le linee essenziali no. È la semplicità a rendere un pezzo senza tempo.

Penso spesso a mia madre. Era un’insegnante con un budget modesto, eppure aveva sempre più stile di persone che spendevano fortune in accessori. Non aveva «l’esclusività», ma aveva un occhio straordinario. Mi ha insegnato che l’eleganza non è una questione di ricchezza; è una questione di cultura e di discernimento.

Il cliente del lusso moderno non compra più semplicemente un prodotto. Cerchiamo qualcosa che corrisponda ai nostri valori. Non cerchiamo più di impressionare gli altri; cerchiamo i pezzi che si integrano davvero nella vita che abbiamo costruito.


Scritto da

Yasu Michino

Designer e fondatore di Michino Paris. Dopo dieci anni a disegnare pelletteria per grandi maison parigine, fonda Michino nel 2014: l’eleganza francese, la semplicità giapponese.

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