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Dietro le quinte della pelle Michino · Vol.2

Dans les coulisses du cuir Michino · Vol.2

Michino utilizza la pelle «Lagoon» (Lagun), lavorata da questa prestigiosa conceria francese: una pelle conosciuta nel mestiere con il nome di Taurillon.
Questa pelle dalla grana eccezionalmente fine è apprezzata dalle Maison più rinomate, tra cui Hermès.

Morbida pur mantenendo la sua struttura, si distingue per un’elasticità vellutata e una texture piena di vita, che rivelano all’istante la nobiltà di una pelle davvero d’eccezione.


Elegante e setosa al tatto, questa pelle si distingue per l’eccezionale resistenza ai graffi e all’usura, e con il tempo si ammorbidisce per seguire con grazia il ritmo della vita quotidiana.

La grana fine, la texture delicata, la brillantezza vibrante delle tinte e soprattutto quella profondità sensuale al tatto creano un’emozione difficile da descrivere: una presenza silenziosa e preziosa, che solo chi la tiene tra le mani può davvero percepire.

Abbiamo avuto il privilegio di assistere al processo di “drumming”, in cui le pelli vengono massaggiate delicatamente per conferire loro quella morbidezza unica. Ogni lotto segue le istruzioni minuziose degli artigiani, adattate con cura alla texture e alla finitura desiderate.
Qui nulla è affrettato: si lavora lentamente, in piccole quantità, per ridurre al minimo la tensione esercitata sulla materia. Il risultato è una pelle di una morbidezza naturale, di un calore e di una dolcezza incomparabili.

Questo approccio mi ha ricordato la visita a una fabbrica tradizionale di salsa di soia sull’isola di Shōdoshima, nella prefettura di Kagawa. Il mastro produttore mi aveva confidato:

«Anche con i migliori ingredienti, se si cerca di andare troppo in fretta, la profondità si perde. La vera ricchezza nasce dal tempo, dalla pazienza e dalla cura.»

Dopo aver visitato numerose concerie in tutto il mondo, Yasu Michino ha scelto Rémy Carriat non solo per la qualità eccezionale delle sue pelli, ma anche per la sua impareggiabile padronanza dei colori e delle tecniche di tintura.

Le tinte brillanti, immediatamente riconoscibili, si bilanciano alla perfezione con la luce morbida e setosa della pelle: colori vivaci ma mai vistosi.
Il segreto sta in un processo di tintura in cui la pazienza regna sovrana: mentre la maggior parte delle concerie completa la colorazione in tre settimane, Rémy Carriat dedica quasi tre mesi a ogni lotto, nella ricerca dell’eccellenza assoluta. La produzione giornaliera non supera le 300 pelli, una cifra che illustra la dimensione artigianale del vero lusso.

Ogni pelle viene prima impregnata in profondità di tintura, poi ricoperta da un sottile strato di pigmento applicato con estrema precisione. Alcune vengono persino rifinite interamente a mano, una per una, dagli artigiani.

A prima vista, le pelli ricoperte da uno spesso strato di pigmento sembrano lisce e perfette, ma perdono la loro autenticità e la loro grana naturale, e si crepano più facilmente.
Le pelli finemente tinte di Rémy Carriat, invece, conservano la loro texture originale, la loro profondità e la loro luminosità. La loro finitura resiste allo sfregamento e alle macchie, ed evita qualsiasi rischio di trasferimento del colore, poiché la tinta penetra nel cuore stesso della materia.


Mentre Aurélie ci faceva visitare il laboratorio, condivise un paragone tanto poetico quanto giusto:

«La pelle è come la pelle di una donna», disse. «Se il trucco viene applicato in fretta, non dura e, da vicino, le imperfezioni si vedono. Lo stesso vale per una bella pelle: la qualità si riconosce dalla superficie liscia, dalla grana delicata e da quella luce naturale e quella morbidezza interiore che testimoniano una bellezza autentica.»

Quando abbiamo visitato il laboratorio era un pomeriggio caldo e umido, quasi trenta gradi. Eppure, con nostra grande sorpresa, non si avvertiva alcun odore sgradevole, e perfino il ronzio delle macchine sembrava attenuato, quasi armonioso.

Questa calma testimoniava la perfetta integrazione delle tecnologie moderne nella conceria. Ma nonostante questa modernità, ogni macchina era circondata da quattro o cinque artigiani concentrati, che guidavano ogni fase del processo con occhio attento e mano esperta. Perché, per quanto perfezionata, una macchina esiste solo grazie al savoir-faire di chi la fa vivere.

Mi sono sorpreso allora a pensare: quante mani, quanti gesti precisi servono perché una sola pelle raggiunga la sua tinta finale, giusta e perfetta?

Nel mondo di oggi, in cui l’aumento dei costi ha spinto gran parte della produzione mondiale verso il Sud-est asiatico, la Francia non è sfuggita a questa evoluzione.
Trent’anni fa nel paese si contavano più di trecento concerie; oggi ne restano meno di una trentina.

Eppure, dopo un secolo di attività, Rémy Carriat continua a far vivere la sua eredità: preservando l’occupazione locale, rispettando l’ambiente e onorando la terra che l’ha vista nascere.
Osservando gli artigiani baschi al lavoro (fieri, rigorosi, profondamente legati al loro mestiere), non ho potuto fare a meno di pensare alla filosofia dei mercanti di Ōmi, in Giappone: Sanpō yoshi: «buono per chi vende, buono per chi compra, buono per la società».

Conoscere da vicino il lungo percorso e il savoir-faire autentico che danno vita alle pelli Michino mi ha ispirato un profondo senso di gratitudine e di responsabilità.
In un mondo ossessionato dall’uniformità e dalla velocità, offrire qualcosa di paziente, curato e intriso di umanità: forse è proprio questa, anche, la nostra vera missione.

Scritto da

Yasu Michino

Designer e fondatore di Michino Paris. Dopo dieci anni a disegnare pelletteria per grandi maison parigine, fonda Michino nel 2014: l’eleganza francese, la semplicità giapponese.

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